Nona settimana





                      DARE INDICAZIONI STRADALI
















Il pensionatohttp://www.youtube.com/watch?v=axlKWJ_mrDw

Il disgraziometro :  rahttp://www.youtube.com/watch?v=ywBZK5KjTbw


                                      I MESTIERI









PRONOMI DIRETTI E INDIRETTI


I pronomi personali, utilizzati per sostituire un nome (un oggetto o una persona), possono essere diretti o indiretti.
Pronomi diretti (Chi ? Che cosa ?): mi, ti, LO (L'), LA (L') ci, vi, li, le      
Svolgono la funzione di complemento oggetto.
·                    Normalmente si trovano prima del verbo:
Es. Li ho chiamati (loro)
      Non 
la conosco (lei)
·                    Se ci sono due verbi, oppure il verbo è al gerundio o all'imperativo, seguono il verbo:
Es. Verrò a trovarti
      Guardando
la meglio, mi sembra di conoscerla.
      Guarda
lo!
·                    Possono unirsi anche all'avverbio "ecco":
Es. Eccola!
Pronomi indiretti (a chi? A che cosa?): mi - a me, ti - a te,  GLI - a lui/ LE - a lei, ci - a noi, vi - a voi, GLI- a loro
Svolgono la funzione di complemento di termine, si usano cioè quando il verbo è seguito da a.
ATTENZIONE: mi, ti, ci, vi sono uguali ai pronomi diretti!
·                    Di solito precedono il verbo, tranne quando c'è un gerundio, un imperativo o un infinito:
Es. Non vi ho telefonato
·                    Con l'imperativo formano una sola parola:
Es. Portami il libro!
      Scrivi
gli!
      Insegui
lo!
·                    Costruzione con FARE + INFINITO: precedono il verbo FARE oppure, in presenza di gerundio o infinito, possono seguirlo e formare una sola parola, o ancora, precedere il verbo principale:
Es. Mi faccio portare un caffè
·                    Spesso si usano con il verbo ANDARE con significato di "aver voglia di", "desiderare". In questo caso, il verbo si coniuga alla III persona singolare o plurale (va, vanno):
Es. Ti va un caffè?
      Non 
le va di uscire
      Non 
ci va di andare in vacanza
      Gli spaghetti non le vanno

PRONOMI DIRETTI E INDIRETTI


I pronomi personali, utilizzati per sostituire un nome (un oggetto o una persona), possono essere diretti o indiretti.
Pronomi diretti (Chi ? Che cosa ?): mi, ti, LO (L'), LA (L') ci, vi, li, le      
Svolgono la funzione di complemento oggetto.
·                    Normalmente si trovano prima del verbo:
Es. Li ho chiamati (loro)
      Non 
la conosco (lei)
·                    Se ci sono due verbi, oppure il verbo è al gerundio o all'imperativo, seguono il verbo:
Es. Verrò a trovarti
      Guardando
la meglio, mi sembra di conoscerla.
      Guarda
lo!
·                    Possono unirsi anche all'avverbio "ecco":
Es. Eccola!
Pronomi indiretti (a chi? A che cosa?): mi - a me, ti - a te,  GLI - a lui/ LE - a lei, ci - a noi, vi - a voi, GLI- a loro
Svolgono la funzione di complemento di termine, si usano cioè quando il verbo è seguito da a.
ATTENZIONE: mi, ti, ci, vi sono uguali ai pronomi diretti!
·                    Di solito precedono il verbo, tranne quando c'è un gerundio, un imperativo o un infinito:
Es. Non vi ho telefonato
·                    Con l'imperativo formano una sola parola:
Es. Portami il libro!
      Scrivi
gli!
      Insegui
lo!
·                    Costruzione con FARE + INFINITO: precedono il verbo FARE oppure, in presenza di gerundio o infinito, possono seguirlo e formare una sola parola, o ancora, precedere il verbo principale:
Es. Mi faccio portare un caffè
·                    Spesso si usano con il verbo ANDARE con significato di "aver voglia di", "desiderare". In questo caso, il verbo si coniuga alla III persona singolare o plurale (va, vanno):
Es. Ti va un caffè?
      Non 
le va di uscire
      Non 
ci va di andare in vacanza
      Gli spaghetti non le vanno

PRONOMI DIRETTI E INDIRETTI


I pronomi personali, utilizzati per sostituire un nome (un oggetto o una persona), possono essere diretti o indiretti.
Pronomi diretti (Chi ? Che cosa ?): mi, ti, LO (L'), LA (L') ci, vi, li, le      
Svolgono la funzione di complemento oggetto.
·                    Normalmente si trovano prima del verbo:
Es. Li ho chiamati (loro)
      Non 
la conosco (lei)
·                    Se ci sono due verbi, oppure il verbo è al gerundio o all'imperativo, seguono il verbo:
Es. Verrò a trovarti
      Guardando
la meglio, mi sembra di conoscerla.
      Guarda
lo!
·                    Possono unirsi anche all'avverbio "ecco":
Es. Eccola!
Pronomi indiretti (a chi? A che cosa?): mi - a me, ti - a te,  GLI - a lui/ LE - a lei, ci - a noi, vi - a voi, GLI- a loro
Svolgono la funzione di complemento di termine, si usano cioè quando il verbo è seguito da a.
ATTENZIONE: mi, ti, ci, vi sono uguali ai pronomi diretti!
·                    Di solito precedono il verbo, tranne quando c'è un gerundio, un imperativo o un infinito:
Es. Non vi ho telefonato
·                    Con l'imperativo formano una sola parola:
Es. Portami il libro!
      Scrivi
gli!
      Insegui
lo!
·                    Costruzione con FARE + INFINITO: precedono il verbo FARE oppure, in presenza di gerundio o infinito, possono seguirlo e formare una sola parola, o ancora, precedere il verbo principale:
Es. Mi faccio portare un caffè
·                    Spesso si usano con il verbo ANDARE con significato di "aver voglia di", "desiderare". In questo caso, il verbo si coniuga alla III persona singolare o plurale (va, vanno):
Es. Ti va un caffè?
      Non 
le va di uscire
      Non 
ci va di andare in vacanza
      Gli spaghetti non le vanno

               IL DOPPIAGGIO IN ITALIA

In Italia, lo sanno tutti, i film stranieri sono doppiati.
Su questo tema ci sono due "scuole di pensiero": la prima ci dice che il doppiaggio distrugge l'integrità originale del film e ne distrugge perciò il valore estetico. La seconda ci dice che il doppiaggio - quello professionale naturalmente! - rispetta il pubblico e gli dà la possibilità di seguire un film straniero molto meglio che leggendo i sottotitoli: i sottotitoli infatti non sono una traduzione fedele dei dialoghi originali del film e distraggono l'attenzione di chi lo guarda.
 

  
La storia del doppiaggio è vecchia quanto la storia del cinema. Fino agli anni Trenta i registi americani facevano doppiare i film direttamente in America da attori presi sul posto. Spesso però questi attori avevano un forte accento americano e qualche volta un po' comico. Stan Laurel e Oliver Hardy per esempio si doppiavano in italiano da soli e la loro strana pronuncia aggiungeva un maggiore effetto comico ai loro film.



 
Moltissimi grandi attori italiani sono stati anche doppiatori: Alberto Sordiha doppiato per molti anniOliver Hardy (riprendendo la sua buffa pronuncia italo-americana); Paolo Stoppa, uno dei nostri più grandi attori di teatro, è stato Kirk Douglas in "Sfida all'ok corral"; e poi doppiatori professionisti come Carlo Romano, bravissimo caratterizzatore, che è stato anche Bob Hope, Jerry Lewis, Fernandel eEli Wallach in "il buono il brutto il cattivo" di Sergio Leone. Grande attore cinematografico e teatrale è stato anche Gino Cervi, che ha dato la voce aLaurence Olivier nelle trasposizioni shakespeariane (Enrico V, Amleto, Riccardo III) oOrson Welles in "Macbeth".
Fra i grandi doppiatori del passato non si può dimenticare poi
 Emilio Cigoli, la voce dei grandi di Hollywood: Gary Cooper, Clark Gable, John Wayne, Gregory Peck, Burt Lancaster, William Holden, Humphrey Bogart, Jean Gabin, Henry Fonda, Orson Welles, Richard Burton, Charlton Heston, Robert Ryan, e tantissimi altri.
Dagli anni Trenta le case cinematografiche americane decidono di doppiare i film direttamente nei paesi interessati. Nascono così anche in Italia i "doppiatori".

La scuola italiana di doppiaggio è stata certamente una delle migliori al mondo, forse anche perché qui si doppiavano non solo i film stranieri, ma anche quelli italiani: in particolare nei film neorealisti - subito dopo la seconda guerra mondiale - gli attori erano quasi tutti presi dalla strada. Per questo, quando recitavano, spesso dicevano battute come "uno, quattro, cinque, due!" e poi, in sala doppiaggio,  bravi attori, magari di teatro, gli davano voci belle e piene di espressione.

I doppiatori italiani, del resto, hanno anche molte possibilità di caratterizzare i personaggi usando gli accenti regionali: un teppista del Bronx può avere una leggera cadenza romana, una gentildonna inglese che beve una tazza di the può avere un'inflessione piemontese, un banchiere un accento milanese e così via (antica conseguenza della commedia dell'arte e del teatro).
Ma, oltre al doppiatore, una figura importantissima è quella dell'adattatore. L'adattatore è la persona che si occupa non tanto di tradurre i testi originali in italiano, ma di rendere le battute italiane della stessa durata di quelle straniere, rispettando il "labiale", cioè il movimento delle labbra dell'attore straniero.
 
Facciamo un facile esempio che si trova su tutti i manuali del bravo adattatore: la battuta "Please, wash softly my back"
 letteralmente significa "Per favore, lavami dolcemente la schiena".
Ma schiena non ha lo stesso movimento labiale di
 back, che prevede una consonante labiale (la "b") e una vocale aperta.
Una soluzione per l'adattamento di un film allora può essere:"Accarezzami la schiena con le mani".
Allo stesso modo l'adattamento del film deve occuparsi di trasferire nella nuova lingua modi di dire e battute umoristiche che naturalmente non si possono tradurre letteralmente.
Qualche volta doppiaggio e adattamento possono perfino cambiare le abitudini linguistiche degli italiani: per esempio l'esclamazione "Cristo!" sta entrando in italiano forse proprio attraverso il doppiaggio del cinema americano.
Le "invenzioni" dei doppiatori possono anche lasciare una traccia nella lingua parlata: ricordate il film Rocky IV? Nella versione italiana, prima dell'ultimo incontro con Rocky, il russo-cattivo-biondo (l'attore Dolph Lundgren) lo guarda negli occhi e, minacciosamente gli dice: "Ti spiezzo in due!": oggi questa frase è famosissima e si usa ironicamente nella lingua di tutti i giorni.
"Il problema  - dice il doppiatore Alessandro Rossi - era l'accento russo; lo abbiamo cercato il più possibile  ma veniva sempre sardo. Fortunatamente c'era in sala Renato Mori (altro grandissimo) che tra il serio e il faceto mi ha detto di metterci una "i". Abbiamo provato e così è nato il famoso  IO TI SPIEZZO IN DUE.
Dopo l'uscita del film la frase stava sul giornale. Diciamo che mi ha portato fortuna".

I PRONOMI DIRETTI (LO, LA, LI, LE)
ESERCIZIO n. 1: sostituire le parole in neretto con un pronome diretto



Bravi attori doppiano i film stranieri
Bravi attori LI doppiano
I doppiatori dicono le battute in italiano

Il doppiaggio distrugge l'integrità del film

Il doppiaggio rispetta il pubblico

Non possiamo seguire un film in giapponese

Il pubblico si distrae se legge i sottotitoli

Gli americani facevano doppiare i film in America

Dagli anni Trenta doppiano i film all'estero

I neorealisti prendono gli attori dalla strada

Una gentildonna beve una tazza di the


I PRONOMI DIRETTI (LO, LA, LI, LE)
ESERCIZIO n. 3: sostituire le parole in neretto con un pronome diretto e unirlo all'infinito o al gerundio



Bravi attori possono doppiare i film stranieri
Bravi attori POSSONO DOPPIARLI
I doppiatori devono dire le battute in italiano

Il doppiaggio può distruggere l'integrità del film

Il doppiaggio deve rispettare il pubblico

Vogliamo seguire un film in giapponese

Mi sono distratto leggendo i sottotitoli

Doppiando i film in America c'erano dei problemi

Gli americani hanno deciso di doppiare i filmall'estero

I neorealisti volevano prendere gli attori dalla strada

Una gentildonna comincia a bere una tazza di the


  

I PRONOMI INDIRETTI (GLI, LE)
ESERCIZIO n. 4: sostituire le parole in neretto con un pronome indiretto



Il regista dice le battute a un'attrice
Il regista LE dice le battute
I doppiatori danno la voce a attori stranieri

Il doppiaggio fa piacere al pubblico italiano

Il doppiaggio in italiano di Stan Laurel e Oliver Hardy aggiungeva comicità al film

I dialetti italiani danno molte possibilità a un doppiatore

Le doppiatrici italiane hanno dato una bellissima voce alle grandi attrici di Hollywood

Emilio Cigoli ha dato la voce a John Wayne e a Gregory Peck

Clark Gable dice a Vivien Leigh: "Francamente me ne infischio!"

La battuta "io ti spiezzo in due" ha portato fortunaal doppiatore Alessandro Rossi

Quando Dolph Lundgren dice a Rocky "Io ti spiezzo in due!", Rocky non risponde a lui


I PRONOMI DIRETTI (LO, LA, LI, LE) E GLI INDIRETTI (GLI, LE)
ESERCIZIO n. 5: scegliere il pronome giusto



1. Se gli attori parlano giapponese io non (a) LI (b) GLI capisco
2.
 I doppiatori cercano delle soluzioni linguistiche e alla fine (a) LE (b) GLI trovano
3.
 Dolph Lundgren è un attore straniero e nel fim Rocky IV (a) LO (b) GLI ha doppiato Alessandro Rossi
4.
 Il doppiaggio rispetta il pubblico e (a) LO (b) GLI dà la possibilità di seguire il film senza leggere i sottotitoli
5.
 Liza Minelli è una famosissima attrice americana. Nei film italiani (a) LA (b) LE dà la voce una doppiatrice che si chiama Rita Savagnone
6.
 Il lavoro degli adattatori è difficile: la lunghezza delle frasi inglesi e il labiale degli attori non (a) LI (b)GLI lascia molta libertà
7.
 I registi neorealtisti non prendevano gli attori dalle scuole di recitazione, ma (a) LI (b) GLI prendevano dalla strada
8.
 Si dice che il doppiaggio distrugge l'integrità del film e il suo valore estetico, ma io non (a) LO (b)GLI credo
9.
 Gli adattatori traducono i testi stranieri, ma soprattutto (a) LI (b) GLI adattano alla cultura italiana
10.  Dagli anni Trenta i film si doppiano nei paesi interessati.
 (a) LO (b) GLI hanno deciso le case cinematografiche americane





  






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